Storia e Arte
Il territorio del Parco è ricco di testimonianze storico-artistiche, come cascine e chiese campestri. Tra queste, sebbene di poco esterna al territorio del Parco, quella di maggiore interesse è la chiesetta di San Giacomo in Gerenzano, che fu costruita nel 1512 come cappella privata per volontà del nobile Giacomo Fagnani. Al suo interno, che è completamente affrescato, si trova una pala d’altare attribuita al pittore Giovanni Agostino da Lodi e raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, Pietro, Paolo e Giacomo. La costruzione interna alla corte adiacente alla chiesetta era la casa del cappellano. La notevole consistenza dei muri e le colonne in pietra del porticato ad archi fanno pensare che, ancora prima del XVI secolo, il nucleo potesse avere una destinazione conventuale. La chiesetta viene aperta per funzioni religiose ed eventi culturali.

Tra Uboldo e Gerenzano si trova invece la Cascina Soccorso, sorta nel medioevo come grangia amministrata da una comunità di monaci agostiniani: è a loro che si può attribuire la gestione “a marcita” dei prati circostanti, sia lungo la roggia del Fontanile di San Giacomo sia lungo il Bozzentino. Dopo l’abbandono da parte dei monaci, il complesso edilizio fu utilizzato a scopo agricolo e residenziale. Il lato est conserva ancora al piano rialzato la sala capitolare e al primo piano le celle dei monaci. Il lato nord invece è occupato dalla chiesetta di Santa Maria del Soccorso, che conserva al suo interno un affresco absidale raffigurante la Madonna con il Bambino ed i Santi protettori dalla peste. Di quest’opera artistica è noto il committente, ossia un membro famiglia Crivelli che in essa è raffigurato in ginocchio, mentre sull’autore ci sono ancora molte incertezze: si pensa infatti a Bernardino Luini o, molto più probabilmente, al Bernazzano. La chiesetta è di proprietà privata ed è visitabile in occasione di eventi culturali.

Presso la Cascina Girola di Uboldo sorge l’Oratorio della Madonna delle Grazie. Risalente alla metà del Novecento, di distingue per il rivestimento esterno in mattoni a vista. Internamente ha una navata unica e presenta nell’abside un affresco della Madonna in trono con i santi. Dietro la chiesetta si può osservare la Villa Bigatti, una villa di inizio Novecento che sorge sui resti dell’antico ritrovo di caccia dei nobili Crivelli. Da questi la villa poi passò in proprietà del Marchese Villani, che la demolì quasi completamente, fino alla ricostruzione ad opera di Morandi Giuseppe. Fortemente danneggiata da un evento meteorico estremo del 23 luglio 1910, rinacque ampliata per cura del Bigatti come recita l’iscrizione posta sotto la torretta “post fata resurgo”.
Proseguendo verso sud lungo la roggia del Fontanile di San Giacomo a Uboldo, si può trovare la Cappella del Lazzaretto, eretta sul luogo dove furono sepolti i morti della peste del 1630.

Sempre a Uboldo, ma quasi a confine con Origgio e Cerro Maggiore, sorge la Cascina Regusella. All’esterno della corte, lungo la strada che conduce a Cantalupo, nel 1560 venne costruito l’Oratorio di San Castriziano, con lo scopo di garantire un luogo di preghiera ai residenti della Cascina Regusella, che erano lontani dal paese e dalla chiesa parrocchiale spesso irraggiungibile a causa delle piene del torrente Bozzente.
All’interno della chiesetta, prima dell’abside, si trovano due affreschi cinquecenteschi raffiguranti San Giorgio e San Gemolo, sul cui martirio la leggenda attribuisce la responsabilità ad alcuni briganti fra cui “Il Rosso di Uboldo”. La pala d’altare ritrae invece la Madonna con San Castriziano inginocchiato alla sua destra, e viene fatta risalire al periodo tra il 1711 e il 1762.
All’ingresso della Cascina si trova il pozzo “di Rodari”, o meglio il pozzo “di Cascina Piana”. Nel celebre racconto delle “Favole al Telefono”, l’autore racconta che “A metà strada tra Saronno e Legnano, sulla riva di un grande bosco, c’era la Cascina Piana, che comprendeva in tutto tre cortili. Ci vivevano undici famiglie. A Cascina Piana c’era un solo pozzo per cavare l’acqua, ed era uno strano pozzo, perché la carrucola per avvolgervi la corda c’era, ma non c’era né corda né catena”.
In realtà si è scoperto che si tratta di un racconto autobiografico poichè Gianni Rodari, durante il periodo fascista, era insegnante presso la scuola elementare di Uboldo e, in quanto partigiano, trovò rifugio proprio presso la Cascina Regusella.

A Cantalupo gli elementi di interesse storico-artistico presenti nelle vicinanze del Parco sono rappresentati dalla Chiesa di San Bartolomeo e dal sistema delle corti, sviluppatosi intorno all’antico monastero fondato nel 1280 da Florina Crivelli, sorella di Papa Urbano III. Dopo la vendita del 1790, il complesso venne trasformato prima in ospedale e poi in caserma di cavalleria, per diventare infine la residenza di diverse famiglie benestanti, fra cui quella del Sen. Comm. Felice Gaio.
A Origgio merita una menzione la Cascina Maestroni, costruita in epoca fascista per la gestione agricola dei terreni collocati fra il Bosco del Conte e il torrente Bozzente.
