Vegetazione
I boschi del Parco sono composti in prevalenza da Robinia pseudoacacia, specie originaria del Nord America e importata in Europa nel 1601 da Jean Robin, farmacista e botanico del re di Francia Enrico IV. Sebbene esotica, vista la sua ampia diffusione può ormai essere considerata naturalizzata. È una specie pioniera e invasiva, come l’altrettanto diffuso Ciliegio tardivo, che crea boschi monospecifici occupando spesso terreni abbandonati dalla coltivazione.
I boschi meglio conservati del Parco contengono invece specie appartenenti al Querco-carpineto dell’alta pianura, con Farnia e Carpino bianco dominanti, oltre ad altre minoritarie come Rovere, Acero campestre, Frassino, Ciliegio selvatico, Tiglio e Olmo campestre.

Nello strato arbustivo si trovano in prevalenza Nocciolo, Sambuco nero, Biancospino, Prugnolo ed Evonimo. In primavera, quando la copertura fogliare arborea non è ancora completa e i raggi solari raggiungono lo strato erbaceo, il bosco vede la fioritura di Dente di cane, Primula, Anemone dei boschi e Pervinca; a maggio è invece il turno del Sigillo di Salomone e del Mughetto.
Nelle aree boschive con ristagno idrico, sono presenti anche altre specie arboree come Pioppo nero e Ontano nero. Queste si trovano anche lungo i corsi d’acqua insieme al Salice bianco. Le aree agricole del Parco sono spesso delimitate da siepi e filari campestri, composte in prevalenza da Robinia, Sambuco nero, Evonimo e Biancospino. A livello erbaceo è facile osservare specie comuni come Stella di Betlemme, Camomilla, Celidonia, Rovo, Ortica, Alliaria e Romici.